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Avviso di accertamento INPS, oneri di prova e presunzioni

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L'introduzione della procedura di avviso di accertamento a favore degli uffici amministrativi dell'INPS partirà dal 1 settembre 2024 e sarà certamente oggetto di dibattiti e critiche in ragione delle peculiarità delle nuove procedure che, oltre a veder rientrare nelle disponibilità dell'istituto la completa gestione dei servizi ispettivi, ora prevedono anche novità tutt'altro che irrilevanti, anche nell'ambito della gestione di snellimento delle burocrazie in un'ottica sempre più vicina a quella tributaria.

Quello che tuttavia sembra degna di rilievo è la scarsa o, di fatto inesistente, copertura di tutela riguardo allo  statuto del contribuente che invece meritava di essere presa in diversa e più accurata considerazione soprattutto sotto il profilo degli oneri di prova che potrebbero risultare affievoliti nei confronti dell'INPS nel caso in cui il contribuente si dovesse trovare in difficoltà a fornire documentazione.

In altre parole, gli accertamenti d'ufficio diventano sempre più penetranti e, se non correttamente gestiti, possono limitare o comunque inibire l'efficacia del diritto di difesa in fase giudiziale nei casi di accertamento negativo o di opposizione ad avviso di addebito.

L'introduzione della procedura di dell'avviso accertamento per gli uffici dell'INPS

Cosa prevede il comma 10 del D.L. 19/2024 convertito con la legge 56/24?

"Senza pregiudizio dell’eventuale ulteriore accertamento ispettivo, le attività di controllo e addebito dei contributi previdenziali, ivi compresi i contributi dovuti in caso di utilizzo di prestatori di lavoro formalmente imputati a terzi ovvero a titolo di responsabilità solidale, possono fondarsi su accertamenti eseguiti d’ufficio dall’INPS sulla base di elementi tratti anche dalla consultazione di banche di dati dell’Istituto medesimo o di altre pubbliche amministrazioni, alle quali l’Istituto possa accedere in base alla legislazione vigente, e dalla comparazione dei relativi dati, da cui si deducano l’esistenza e la misura di basi imponibili non dichiarate o la fruizione di benefìci contributivi, esenzioni o agevolazioni, comunque denominati, in tutto o in parte non dovuti. Le disposizioni del presente comma si applicano a decorrere dal 1° settembre 2024."

Nuovi poteri degli uffici amministrativi dell'INPS per procedere agli accertamenti d'ufficio

Secondo quanto stabilito dal successivo comma 11 "Per l’adempimento dei compiti di cui al comma 10, gli uffici dell’INPS possono:
a) invitare i contribuenti, indicandone il motivo, a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento nei loro confronti;
b) invitare i contribuenti, indicandone il motivo, ad esibire o trasmettere atti e documenti rilevanti ai fini dell’accertamento nei loro confronti;
c) inviare ai contribuenti questionari relativi a dati e notizie di carattere specifico rilevanti ai fini dell’accertamento nei loro confronti o nei confronti di altri contribuenti con i quali abbiano intrattenuto rapporti, con invito a restituirli compilati e firmati;
d) invitare ogni altro soggetto a esibire o trasmettere, anche in copia fotostatica, atti o documenti rilevanti concernenti specifici rapporti intrattenuti con il contribuente e a fornire i chiarimenti relativi, nonché a rendere dichiarazioni su questionari trasmessi dall’INPS."
Il comma 12 ha previsto che "Gli inviti e le richieste di cui al comma 11 sono trasmessi, in via prioritaria, tramite posta elettronica certificata. Dalla data di notificazione decorre il termine fissato dall’ufficio per l’adempimento, che non può essere inferiore in ogni caso a quindici giorni".

Il comma 13 ha previsto che "Sulla base delle risultanze dell’attività accertativa effettuata d’ufficio, l’INPS può formare avviso di accertamento, da notificare al contribuente prioritariamente tramite posta elettronica certificata. Qualora il contribuente esegua il pagamento integrale dei contributi dovuti entra trenta giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento, si applica la sanzione civile nella misura di cui all’articolo 116, comma 8, lettera b -bis ), della legge 23 dicembre 2000, n. 388, introdotta dal comma 1 del presente articolo . L’INPS provvede alla notifica di un avviso di addebito ai sensi dell’articolo 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122".

La nostra visione complessiva sulla riforma

Occorre poi considerare quanto ha previsto il secondo il comma 14 nel senso che

"Nel giudizio di accertamento negativo dell’obbligo contributivo ovvero di opposizione all’avviso di addebito di cui al comma 13, la mancata comparizione all’invito di cui al comma 11, lettera a) , ovvero l’omessa comunicazione, in tutto o in parte, dei dati, delle notizie e dei documenti richiesti ai sensi delle lettere b) , c) e d) del medesimo comma 11 costituiscono argomenti di prova ai quali il giudice di merito può attribuire rilevanza, anche in via esclusiva, ai fini della decisione".

Nei confronti del servizio ispettivo (Ispettorato del Lavoro) non fornire collaborazione può costituire reato.

Per quanto riguarda invece l'attività amministrativa dell'INPS la prospettiva cambia.

Quali saranno gli effetti della mancata collaborazione amministrativa?

Secondo la nuova normativa la mancata instaurazione del contraddittorio per colpa del contribuente può arrecare problemi processuali che assumono valenza sul piano probatorio a sfavore del contribuente.

Di contro, tuttavia, non si riscontrano analoghe previsioni quando gli uffici ometteranno le informative di legge e l'instaurazione di un corretto contraddittorio ovvero quando procedono  ad addebitare somme senza aver dato concreta possibilità al contribuente di prendere posizione a sua difesa magari andando direttamente a bloccare il DURC.

Questo aspetto, se considerato nell'ambito di una nuova architettura della vigilanza e del contenzioso contributivo, merita approfondimento anche per quanto riguarda le procedure previste dal sistema sanzionatorio solo apparentemente premiali.

Infatti le procedure di riduzione delle sanzioni civili introdotte dalla riforma art.lo 30 del D.L. 19/2024 e dalla legge di conversione n. 56/2024 anche a modifica dell'art.lo 116 della legge 388/2000 apparentemente previste a favore del contribuente di fatto costituiscono una soglia di sbarramento e conversione del contenzioso in pagamento che rischia di ledere in modo considerevole il diritto di difesa.

L'importanza della prevenzione nel contenzioso e nel monitoraggio delle criticità

Come è noto il DURC non è  più legato soltanto agli aspetti burocratici dei flussi mensili, ma anche ad altri fattori di rilievo contrattuale, contributivo, amministrativo e penale che meritano di essere costantemente monitorati e preventivamente gestiti in modo da non inficiare mai l'operatività aziendale e, in caso di ingiusta turbativa della regolare funzionalità dell'azienda, valutare il risarcimento da parte degli enti che hanno creato disagi senza il rispetto dei diritti e delle regole.

L'importanza della prevenzione nelle criticità in materia di lavoro

Di fronte ad una crescente penetrazione dei controlli amministrativi e delle interconnessioni delle banche dati delle amministrazioni pubbliche diventa sempre più importante eseguire una costante verifica delle criticità del lavoro aziendale nell'ottica di una capacità di poter dimostrare, in ogni momento e condizione operativa, la compliance aziendale globale -CAG- (normalmente il riferimento viene limitato a specifiche disposizioni di legge) a tutta la complessa normativa previdenziale e del lavoro.

Occorre infatti considerare che le nuove disposizioni tendono a restringere sempre di più l'operatività dell'impresa attraverso la negazione del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) secondo la rivisitazione che è stata recentemente operata da parte del legislatore con il Decreto 19/2024 convertito con la legge 56/2024.

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