Detto provvedimento dovrà essere opposto entro il termine perentorio di 30 giorni dalla sua notificazione. In riferimento poi alle pretese contributive, premiali e sanzionatorie dell’INPS e dell’INAIL, verranno portate in esecuzione mediate avviso di addebito o iscrizioni al ruolo, i quali dovranno essere opposti entro 20 giorni per le eccezioni formali e 40 giorni per le eccezioni di merito.Altri termini sono indicati negli articoli 11 e seguenti del decreto legislativo n. 124/2004. Ogni atto esecutivo andrà opposto con un autonomo ricorso e spesso anche davanti a giudici differenti. È il caso delle ordinanze ingiunzione dell’INL, che in molti Tribunali devono essere opposte davanti al Giudice Civile, mentre le opposizione agli avvisi di addebito INPS devono essere opposte dal Giudice del Lavoro. Il tutto non considerando che, un accertamento che scaturisce da una denuncia, con buona probabilità, porterà con se anche una causa di lavoro.
Non è da escludere inoltre che in alcuni casi possano essere attivate procedure capaci di richiedere separati e distinti giudizi per quanto riguarda Enpals, Enasarco nonché attivati procedimenti di natura penale (es. reati contributi o di sicurezza sul lavoro) ovvero fiscale.
Proprio i ristretti tempi di difesa, impongono di iniziare ad elaborare una efficace strategia difensiva già dalla definizione dell’accertamento, mediante una attenta analisi del verbale unico di accertamento e notificazione ed una analisi dell’impresa nel senso più globale possibile.
Fermo restando i margini che consente l’art.lo 18 della legge 689/81 per la richiesta di essere sentiti dall’ente, non conviene quasi mai anticipare strategie difensive prima di conoscere la carte dell’avversario. Tale affermazione assume un carattere ancora più penetrante ove si consideri che nel momento in cui viene predisposto un ricorso, il datore di lavoro, non ha cognizione reale e concreta delle dichiarazioni che hanno reso i dipendenti in fase accertativa.