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Durc, risorsa o danno per l'economia?

Dopo aver premuto il bottone, aspetta qualche secondo per la generazione del vocale.

Il sistema del DURC è stato istituito come risorsa necessaria per eliminare, dal sistema economico, le imprese che non rispettano le regole contrattuali, omettono il versamento dei contributi o commettono altre gravi e specifiche irregolarità.

Di fatto agisce come regolatore nel sistema delle imprese che si affianca alle altre funzioni che sono demandate ad autorità indipendenti in materia di corruzione e di irregolarità nella concorrenza e nel mercato.

Il buon funzionamento di tutti gli ambiti istituzionali dovrebbe quindi assicurare uno sviluppo economico sano.

La normativa sul DURC è stata anche ridisegnata dalla riforma attuata con il D.L. 19/2024 che oltre ad avere modificato il comma 1175 dell'art.lo 1 della legge 296/2006 ha introdotto un nuovo comma 1175 bis al quale si demanda per ulteriori riflessioni sull'argomento.

I disguidi sul DURC possono e in quale misura creare danni all'economia?

Gli obiettivi della normativa sono certamente interessanti sotto il profilo della gestione della regolarità contributiva, tuttavia occorre sempre bilanciare i valori teorici con gli effetti collaterali di tipo pratico e con l'effettivo e corretto funzionamento di due enti pubblici e ben 108 autonome entità di cassa edile distribuite sul territorio nazionale che agiscono senza alcun controllo da parte istituzionale.

Se da un lato lo strumento del DURC consente alla pubblica amministrazione di mettere in condizione il sistema economico di espellere le aziende non rispettose delle regole, dall'altro, se il funzionamento degli enti non opera secondo una corretta visione delle funzioni istituzionali, la questione assume una piega molto più meritevole di attenzione, quantomeno da parte delle istituzioni di vigilanza.

Cosa accade se l'operatore "anonimo" di un ente abilitato, con la sua poco naturale "mano invisibile", immette nel sistema informatico una irregolarità inesistente ovvero la inserisce anche nei casi in cui sussistono valide ragioni per la regolarità provvisoria ex art.lo 3 del D.M. 30 gennaio 2015?

Da un punto di vista istituzionale assolutamente niente salvo il caso in cui la vittima che ritenga di essere stato ingiustamente leso nei suoi interessi non abbia agito in giudizio ed ottenuto celere giustizia.

Ma per mettersi contro certi enti che hanno potenti poteri anche ispettivi e comunque gestiscono i bottoni della stanza del DURC ci vogliono risorse, tempo e soprattutto coraggio.

Con l'invito a regolarizzare già notificato (o peggio ancora con il DURC bloccato) ogni diritto risulta fortemente inibito se non addirittura (quando il DURC è stato reso irregolare senza il rispetto delle regole da parte istituzionale) annientato sia per la ristrettezza dei tempi a disposizione che per i disguidi spesso causati dalle burocrazie. E questo anche al punto da costringere al pagamento anziché esercitare il fondamentale diritto di difesa.

Per tante svariate ragioni prevale quasi sempre la prassi di ottenere la rateizzazione (quindi il DURC non appena pagata la prima rata) che, sulla base della modulistica delle procedure, richiede il riconoscimento incondizionato del debito.

E' così che molte imprese, di fronte ad un DURC negativo, sono spinte a decidere di pagare o di rateizzare e, per non pregiudicare la procedura (sulla quale l'ente ha facoltà di decidere se accettare o meno con ristrettezza dei tempi concessi dall'invito a regolarizzare), riconoscere incondizionatamente il debito escludendo fin da subito il pensiero di qualunque alternativa all'esercizio del diritto alla difesa su cui dovrebbe essere fondato uno stato di diritto.

In un tale contesto di pressione economico-burocratica si stanno sempre più incoraggiando alcuni ambiti istituzionali; ambiti certamente poco attenti alle procedure di rispetto dei diritti in occasione della verifica in tempo reale della regolarità.

Ancor più delicato si fa l'uso discrezionale lasciato nelle mani di enti che operano con funzioni pubbliche senza alcun controllo e penalizzazione istituzionale.

Occorre quindi considerare il fatto che se qualcuno ottenesse i numeri dei disguidi che si sono verificati in ambito istituzionale i dati potrebbero essere addirittura preoccupanti.

Se un DURC è capace, e lo è, di azzerare completamente una impresa provocando una perdita di posti di lavoro con danno all'erario per gli ammortizzatori sociali che comporta, un insieme di inviti a regolarizzare e DURC irregolari formati in violazione di legge possono non solo servire a condizionare ed orientare una parte dell'economia, ma anche ad infliggere al sistema economico globale ed al PIL, un danno grave e irreparabile.

Nel corso degli anni ci siamo occupati di varie situazioni che riguardano il DURC, il danno per inosservanza delle formalità, altre perplessità inerenti il DURC di congruità ed altro, ma mai ci eravamo posto il problema dei numeri.

In attesa che qualche rango istituzionale si interessi del danno erariale che i disguidi hanno comportato e di eventuali responsabilità relative alle cause, alle persone ed agli effettivi interessi perseguiti comprese le intenzionalità dei sistemi, non rimane che attendere che qualcuno si attivi andando, con assoluta legittimità e consapevolezza dei costi, oltre quanto è concepito come il troppo ordinario e normale procedere.

Ogni cattivo funzionamento di controllo del sistema produttivo produce danni che meritano di essere calcolati ed addebitati a chi commette errori soprattutto quando questo avviene con la consapevolezza che si sta operando con una forzatura normativa.

E' capitato più volte a questo studio di occuparsi di DURC sbloccato soltanto dopo aver comunicato all'ente che erano state assunte iniziative giudiziali; iniziative che a volte hanno comportato anche la condanna degli enti alle spese legali della procedura di urgenza.

Nessuna condanna c'è stata all'esito della procedura che si è conclusa con una ordinanza del tribunale del lavoro di Palermo nella quale si è affermato che l'azienda del settore edile (vedasi gli articoli 6 e 10 del  8 del DPR 380/2001) era regolare, ma che nessun provvedimento cautelare poteva essere assunto per mancanza del carattere di urgenza.

In allegato l'ordinanza che decide sulla questione relativa ad una impresa edile.

In altre occasioni l'ente che aveva ingiustificatamente bloccato il Durc era stato condannato alla refusione delle spese legali.

Il caso Cassa Edile di Palermo e l'ordinanza con la quale il Tribunale ritiene, in edilizia, non provato il pregiudizio grave e irreparabile a carico dell'azienda

CASO_CE_PALERMO_2024

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