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Compensazione dei crediti fiscali con i contributi

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La compensazione dei crediti fiscali con il debito contributivo

La compensazione tra crediti fiscale e contributi dovuti all'INPS è stata spesso oggetto di addebiti ed iscrizioni a ruolo per effetto del disconoscimento che l'istituto ha fatto, talvolta per tutela, altre volte per presa di posizione.

L'effetto sul sistema datoriale ha rischiato di essere devastante soprattutto alla luce del dilagare dei bonus e della compensazione crediti iva e dei rischi che questo tipo di attività comporta.

Chi esercita attività d’impresa è costantemente in relazione con gli enti pubblici e svolge operazioni economiche continue che finiscono per generare crediti e debiti da riscuotere o saldare nelle successive operazioni; spesso è anche possibile utilizzare un credito per compensare un debito o una parte di esso.

Questo meccanismo di "compensazione credito", apparentemente intuitivo, rivela da sempre problematiche insidiose, di diritto e di fatto:

  • Da un lato alcuni dubbi interpretativi legati alla (poca) normativa si sono tradotti in decisioni discutibili presso le aule di tribunale: come spesso accade, questo terreno incerto ha danneggiato i contribuenti.
  • Dall’altro i modelli F24 delle imprese, a causa dei numerosi adempimenti, presentano situazioni molto più complesse di una semplice compensazione tra un credito e un debito: esiste una fitta rete di rapporti economici con enti pubblici diversi che a volte non si relazionano perfettamente tra loro e che prevedono oneri economici specifici, con le proprie scadenze, le proprie rate e spesso meccanismi di pagamento in saldo e acconto. Così un modello F24 può contenere molti debiti e crediti contemporaneamente: i contributi a carico dell’azienda, quelli a carico dei dipendenti, il premio INAIL, le tasse della società, l’IRPEF versata dall’azienda nel ruolo di sostituto d’imposta per i lavoratori, i contributi personali dei soci, e molto altro ancora.

Pertanto in molti si sono chiesti:

  1. E' possibile compensare crediti e debiti legati a enti diversi?

Per diversi anni la principale fonte normativa da consultare per individuare una risposta al quesito era l’art. 17, comma 1, D.Lgs. n. 241/1997 “[i contribuenti] eseguono versamenti unitari delle imposte, dei contributi dovuti all’INPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle regioni e degli enti previdenziali, con eventuale compensazione dei crediti, dello stesso periodo nei confronti dei medesimi soggetti, risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche”.

  1. E' possibile compensare debiti previdenziali con crediti fiscali?

Poiché l’art. 17, comma 1, D.Lgs. n. 241/1997 sopra citato parlava dei “Medesimi soggetti”,  molti giudici hanno ritenuto di rispondere negativamente a questa ipotesi (vedasi la sentenza 29.12.2022, n. 7823) e anche gli operatori presso diversi uffici INPS che prendevano in carico le pratiche delle imprese, ritenendo errata la compensazione, recuperavano gli importi: molte aziende hanno anche ricevuto importanti sanzioni.

Confermata la compensazione tra crediti fiscali e debiti previdenziali

Dopo le vicissitudini sopra descritte, la compensazione tra crediti fiscali e debiti previdenziali è stata confermata più volte e oggi la situazione risulta più chiara.

La c.d. interpretazione autentica, contenuta nell’art.2-quater della L. 11/4/2023 n. 38, ha chiarito che l’art. 17 deve essere interpretato nel senso che la compensazione può avvenire anche tra debiti e crediti di natura diversa, anche nei confronti di enti differenti: quella che notoriamente viene definita “compensazione orizzontale”.

La risposta n. 478/2023 dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta sull’argomento con la risposta n.478/2023, avente ad oggetto “Compensazione dei debiti previdenziali e contributivi con i crediti di imposta agevolativi derivanti dagli interventi elencati all'articolo 121 del decreto–legge n. 34 del 2020 – Articolo 17 del decreto legislativo n. 241del 1997”.

La circolare, descrive in maniera esaustiva un caso pratico tra due società convenzionalmente denominate “Alfa” e “Beta” e ipotizza la legittimità di un’operazione di compensazione mediante l’utilizzo di crediti di imposta: «in estrema sintesi la Società Istante [ALFA] ritiene che i crediti di imposta che intende acquisire a titolo oneroso dalla BETA possano essere utilizzati in compensazione ­ tramite Modello F24 ­ del pagamento dei contributi previdenziali dovuti in relazione ai lavoratori distaccati in Italia presso la BETA».

Anche l’Agenzia delle Entrate si esprime positivamente:

Stante quanto sopra, si ritiene, dunque, condivisibile la soluzione prospettata dal contribuente, nel senso che l'istante può compensare i crediti di imposta cd ''edilizi'', acquisiti a mezzo di ''cessione del credito'' ­ sulla cui legittimità, come già anticipato, la scrivente non si pronuncia, restando integro il potere di controllo da parte degli organi competenti ­ con le somme dovute a titolo di contributi previdenziali, il cui versamento per il tramite del Modello F24 è previsto direttamente dal citato comma 2 dell'articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997”.

Ulteriori novità: la Legge di Bilancio

Il comma 97, dell’art. 1, della Legge 30.12.2023, n. 213, ha appena apportato  una serie di modifiche all’articolo 17 del D.lgs. 09.07.1997, n. 241:

1-bis. La compensazione dei crediti di qualsiasi importo maturati a titolo di contributi nei confronti dell’INPS può essere effettuata:

  1. a) dai datori di lavoro non agricoli a partire dal quindicesimo giorno successivo a quello di scadenza del termine mensile per la trasmissione in via telematica dei dati retributivi e delle informazioni necessarie per il calcolo dei contributi da cui il credito emerge o dal quindicesimo giorno successivo alla sua presentazione, se tardiva, ovvero dalla data di notifica delle note di rettifica passive;
  2. b) dai datori di lavoro che versano la contribuzione agricola unificata per la manodopera agricola a decorrere dalla data di scadenza del versamento relativo alla dichiarazione di manodopera agricola da cui il credito emerge;
  3. c) dai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali degli artigiani ed esercenti attività commerciali e dai liberi professionisti iscritti alla Gestione separata presso l’INPS di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, a decorrere dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi da cui il credito emerge.

Resta impregiudicata la verifica sulla correttezza sostanziale del credito compensato.

Sono escluse dalle compensazioni le aziende committenti per i compensi assoggettati a contribuzione alla suddetta Gestione separata presso l’INPS. 1-ter.

La compensazione dei crediti di qualsiasi importo per premi e accessori maturati nei confronti dell’INAIL può essere effettuata a condizione che il credito certo, liquido ed esigibile sia registrato negli archivi del predetto Istituto »;

In attesa dei risvolti operativi, prendiamo dunque atto della conferma in merito alla compensazione tra debiti previdenziali e crediti fiscali.

La Legge di Bilancio conferma chiaramente anche la possibilità di utilizzo dei crediti provenienti dai noti superbonus edilizi, inoltre si esprime in maniera affermativa anche sulla compensazione dei debiti nei confronti dei premi INAIL (“a condizione che il credito certo, liquido ed esigibile sia registrato negli archivi del predetto Istituto”).

Infine si ricorda che, come già specificato in altre fonti normative sopra riportate che si erano espresse positivamente, “resta impregiudicata la verifica sulla correttezza sostanziale del credito compensato”: certamente appare logico che per la corretta fruizione di un credito in compensazione sia necessario che venga confermata la correttezza del credito medesimo; tuttavia restano aperti possibili scenari complessi legati al venir meno delle condizioni per la fruizione di un credito precedentemente acquisito mediante una cessione e magari già utilizzato in compensazione.

Risposta n. 478_2023
vito tirrito
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