UNI 11911:2023 – La Certificazione farà la differenza per lo Stabilimento Balneare per qualificarsi per le nuove concessioni demaniali sulle spiagge.
Il settore balneare italiano sta vivendo un momento critico sotto un profilo sistemico e storico in prospettiva.
Con la proroga delle concessioni demaniali fissata al 30 settembre 2027 e l’imminente pubblicazione del bando-tipo nazionale (annunciato dal Ministero delle Infrastrutture entro fine marzo 2026), gli stabilimenti balneari e i ristoranti annessi della costa devono prepararsi ora per non rischiare di restare fuori dal mercato.
Per gli imprenditori la norma UNI 11911:2023 (“Stabilimenti balneari – Requisiti e raccomandazioni per l’esercizio dell’attività – Elementi di qualificazione”) è in grado di trasformarsi in uno strumento strategico per distinguersi nelle future gare pubbliche.
Cos’è la UNI 11911:2023 e perché non è una semplice “certificazione di qualità” pubblicata nel settembre 2023 dall’UNI e accreditata da Accredia (circolare DC 17/2025), la norma è volontaria ma definisce 83 requisiti oggettivi suddivisi in governance, sicurezza, servizi al cliente, sostenibilità ambientale e accessibilità. Si ottengono 4 livelli di qualificazione (da base a eccellenza) e la certificazione ha validità triennale con audit annuali in stagione.
Non è obbligatoria per legge, ma è indubbio come la certificazione non possa non essere un importante elemento premiante nei bandi per concessioni demaniali, esattamente come richiesto dalla Legge 118/2022 (concorrenza) e dalla Direttiva Bolkestein.
Punti extra nelle gare: il bando-tipo nazionale introdurrà criteri di “esperienza tecnica e professionale”. La certificazione UNI 11911 (spesso abbinata a UNI ISO 13009) diventa un titolo valutabile in grado di fare la differenza tra chi resta e chi deve lasciare la spiaggia.
Maggiore appeal verso i clienti: trasparenza, sicurezza e servizi qualificati (ombreggiature, spogliatoi, igiene, salvataggio, ristorazione integrata) si traducono in recensioni migliori e fidelizzazione.
Accesso a contributi e bandi regionali: molte Camere di Commercio e Regioni talvolta premiano o finanziano la certificazione.
Gestione del ristorante integrata: la norma copre anche i servizi di somministrazione, permettendo di certificare l’intera offerta turistica (spiaggia + ristorante) con un unico documento.
Tutela in caso di contenzioso: dimostrare di aver adottato standard riconosciuti a livello nazionale rafforza la posizione in eventuali ricorsi o procedure selettive.
Per chi si sta preparando a partecipare alle gare di assegnazione delle concessioni balneari potrebbe risultare rilevante prendere in considerazione, oltre a quanto stabiliscono le varie amministrazioni di gestione delle procedure, anche gli altri aspetti che la normativa ritiene preferenziali.
Per chi gestisce già uno stabilimento balneare occorre che tenga presente che in caso di deriva del c.d. "Piano A" di connotazione politica, occorre comunque coltivare un "Piano B" di più coerente connotazione giuridica per il quale abbiamo cercato di fornire qualche utile informazione.
