Il lavoratore viene ripreso dalle telecamere mentre commette una violazione delle regole: il datore di lavoro lo può sanzionare?
L'argomento è stato oggetto della nuova Ordinanza n. 8375 del 23/03/2023.
Sul tema esistono da sempre dubbi e incertezze, anche a causa delle sentenze che nel corso degli anni sono state piuttosto altalenanti, con risultati differenti per situazioni a volte molto simili; inoltre la normativa è stata modificata nel corso tempo, anche per venire incontro all'evoluzione della società e del mondo del lavoro che oggi sono sempre più permeati dall'utilizzo di strumenti digitali.
Come avviene quasi sempre nella normativa in materia di diritto del lavoro, il legislatore è intervenuto per cercare di contemperare due interessi avversi:
-Da un lato la volontà del lavoratore di non essere costantemente sottoposto all'ingerente controllo delle telecamere o di apparecchiature similari (e la componente connessa alla condizione psicologica del dipendente sul posto di lavoro);
-Dall'altro la volontà del datore di lavoro di poter sfruttare questi strumenti tecnologici per verificare che il lavoratore svolga correttamente la prestazione per la quale riceve la propria retribuzione (e la possibilità di usare come prova le eventuali registrazioni audiovisive in presenza di una effettiva violazione delle regole).
Entrambi gli interessi sono estremamente importanti e non è certo un compito semplice per il legislatore trovare un giusto compromesso per tutelare adeguatamente gli uni e gli altri.
La fonte normativa più importante da prendere in esame è la Legge 300/1970, con particolare riguardo per l'art.4, modificato dall'art.23 del del Decreto Legislativo 151 del 14 settembre 2015.
Prima del 2015 l'art. 4 della L. 300/1970 vietava espressamente "impianti audiovisivi e [...] altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori".
Erano consentiti strumenti da ricondurre a “esigenze organizzative e produttive” o alla “sicurezza sul lavoro” e solo previo accordo con le rappresentanze sindacali.
Esistevano poi quelli che la giurisprudenza definiva "Controlli Difensivi", ovvero destinati non al controllo del corretto svolgimento della prestazione lavorativa, ma volti piuttosto a tutelare l'azienda stessa, il suo patrimonio e la sua immagine.
L'art.4 Legge 300/1970 così come modificato dal D.Lgs 151 del 14 settembre 2015, oggi prevede quanto segue:
La nuova Ordinanza n.8375 -sezione lavoro- del 23/03/2023, sembra dare piena applicazione all'evoluzione storica descritta poco sopra: il lavoratore dipendente è stato sanzionato dal datore di lavoro per una condotta messa in atto davanti alle telecamere di sicurezza aziendali.
Nonostante l'impugnazione da parte del lavoratore, la Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'utilizzo delle telecamere di sorveglianza, sottolineando le seguenti motivazioni:
Il corretto svolgimento di un procedimento disciplinare non deve mai essere sottovalutato, perché si tratta di uno degli ambiti del diritto del lavoro in cui il Legislatore ha attribuito maggiore rilievo agli aspetti formali, ai tempi tecnici e alle modalità: è sufficiente un errore formale per rendere nulla una sanzione disciplinare che potrebbe apparire corretta dal punto di vista sostanziale.
Ogni volta è necessaria un'analisi del caso specifico, perché ci sono troppe variabili mutevoli: come la situazione di fatto, lo specifico contratto collettivo applicato in base alla classificazione ufficiale del CNEL, la presenza e il contenuto di un eventuale regolamento disciplinare e molti altri aspetti che potrebbero apparire non rilevanti agli occhi di chi non possiede esperienza specifica e conoscenza tecnica.
Quando la legittimità della sanzione risulta a sua volta connessa all'utilizzo di strumenti informatici come le telecamere aziendali, diventa ancora più importante gestire la procedura con cautela: abbiamo già descritto in diversi articoli quanti e quali rischi potrebbe correre il datore di lavoro erogando un licenziamento disciplinare successivamente rivelatosi nullo.
Pertanto, sia nelle procedure formali per chiedere l'autorizzazione all'installazione delle telecamere, sia nella valutazione delle conseguenze tecniche e giuridiche in base alla specifica collocazione, sia nell'applicazione di eventuali sanzioni disciplinari basate su informazioni tratte da questi strumenti digitali, è fondamentale fare riferimento ad un team di professionisti esperti e preparati, che possano consigliarti al meglio.
