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Quale CCNL deve applicare il datore di lavoro?

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CCNL (Contratto Colletivo Nazionale): ne parliamo molto, ma non abbastanza.

L'intero sistema del diritto del Lavoro Italiano ruota attorno alla contrattazione collettiva: il Contratto Collettivo Nazionale applicato al rapporto di lavoro fissa la maggior parte delle regole che il datore di lavoro e il lavoratore si impegnano e sono chiamati a rispettare durante il rapporto.

E così molti si domandano a cosa fare riferimento quando si parla di ccnl commercio, ccnl metalmeccanici, ccnl turismo, ccnl terziario, ccnl logistica e trasporti.

Attualmente i Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro sono liberamente consultabili presso la banca dati del CNEL, tramite la funzione "Ricerca CCNL".

Ciò che invece è meno noto ai non addetti ai lavori, è che sul sito del CNEL sono presenti centinaia di Contratti Collettivi diversi, firmati dalle più disparate rappresentanze sindacali e datoriali, con caratteristiche varie ed eterogenee, spesso anche per settori simili e a volte anche per le medesime realtà aziendali. Se non lo avete mai visitato, vi invitiamo a provare per credere.

CCNL: molte questioni aperte

La vastità della contrattazione collettiva ha posto le basi nel corso degli anni per grandi dibattiti sia in materia di diritto che di politica: un mare magnum così ampio di associazioni sindacali e datoriali e di CCNL finisce da un lato per favorire la libertà di espressione dei diritti sindacali e la fioritura del sano conflitto tra le rappresentanze sindacali e datoriali, funzionale al mantenimento dell'equilibrio del sistema;

dall'altro però genera dubbi e perplessità perché i lavoratori non riescono a comprendere quale sia esattamente il CCNL applicato al loro rapporto professionale o perché è stato scelto esattamente quello che è loro stato indicato nel contratto di assunzione. Gli stessi dubbi finiscono per attanagliare i datori di lavoro, visto che anche i grandi imprenditori non sono tenuti a rivelarsi esperti di diritto del lavoro, così la materia finisce per restare nelle mani di pochi operatori del diritto, come Commercialisti, Consulenti del Lavoro e Avvocati giuslavoristi. Ogni dibattito lascia però aperti dubbi, interpretazioni e fornisce materiale inesauribile per il contenzioso che preoccupa anche queste ultime figure professionali quando arrivano gli enti di previdenza ed esaminano la contribuzione versata alla luce dei parametri minimali da rispettare e fanno riferimento non tanto al ccnl applicato quanto a quello più rappresentativo su base nazionale.

Le questioni aperte sono numerose: esiste ancora un articolo della costituzione al quale non è mai stata data applicazione, persistono dubbi sulla disciplina della rappresentanza, ci sono fitte reti di rapporti che regolano gli incontri e gli scontri tra le rappresentanze sindacali che firmano o non firmano gli uni o gli altri Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro, esiste la c.d. contrattazione di secondo livello; alcuni lottano per le modifiche a taluni CCNL, altri vorrebbero un solo Contratto Collettivo Nazionale per ogni settore in modo da fare chiarezza.

Non mancano vertenze di lavoro da parte del personale dipendente e recuperi da parte di alcuni enti, basati non solo sulla mancata applicazione delle regole stabilite dal CCNL, ma perfino sulla pretesa di applicare un CCNL diverso rispetto a quello concordato al momento della firma del contratto di lavoro, ovvero quello più rappresentativo perché più diffuso sul territorio; tuttavia il fatto stesso di individuare quale sia il CCNL di settore più applicato risulta non banale, in quanto i diversi enti pubblici si relazionano alle aziende con i propri strumenti, specificamente funzionali ai propri obiettivi e in fasi eterogenee delle attività aziendali: pertanto anche sotto questo profilo esistono interrogativi aperti e opinioni non uniformi.

Anche recentemente con il c.d. Decreto Trasparenza (DECRETO LEGISLATIVO 27 giugno 2022, n. 104), successivamente modificato dall'altrettanto noto Decreto Lavoro (DECRETO-LEGGE 4 maggio 2023, n. 48), il legislatore è intervenuto proponendo modifiche proprio alle informazioni che il datore di lavoro è giuridicamente tenuto a trasmettere al lavoratore in merito al rapporto: tra queste informazioni non può certamente mancare il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, che con le modifiche più recenti deve essere comunicato e messo a disposizione del personale.

CCNL più applicati sul territorio

Vista l'attuale vastità di CCNL abbiamo ritenuto utile fare un po' di chiarezza: partendo da uno studio dell'INPS (lo trovate in allegato, in fondo al presente articolo), riportiamo la lista dei CCNL più applicati sul territorio, e per una migliore fruizione provvediamo ad inserire il LINK di ciascun CCNL direttamente alla pagina ufficiale del CNEL.

Ecco quanto emerge dall'allegato:

  1. CCNL per i dipendenti dalle aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi – CONFCOMMERCIO H011
  2. CCNL per i dipendenti dalle aziende metalmeccaniche e della installazione di impianti – FEDERMECCANICA, ASSISTAL C011
  3. CCNL per i dipendenti da aziende del settore turismo - FEDERALBERGHI, FAITA, CONFCOMMERCIO H052
  4. CCNL per i dipendenti dalle imprese artigiane metalmeccaniche e della installazione di impianti C030
  5. CCNL logistica, trasporto merci e spedizione – AITE, AITI, ASSOESPRESSI, ASSOLOGISTICA, FEDESPEDI, FEDIT, FISI, TRASPORTOUNITO FIAP, CONFETRA, ANITA, FAI, ASSOTIR, FEDERTRASLOCHI, FEDERLOGISTICA, FIAP, UNITAI, CONFTRASPORTO, CNA FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, SNA CASARTIGIANI, CLAAI I100
  6. CCNL per i dipendenti dalle piccole e medie industrie del settore metalmeccanico C018
  7. CCNL per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali – ABI J241
  8. CCNL per i dipendenti dalle imprese industriali esercenti servizi di pulizia, disinfezione, disinfestazione e derattizzazione K511
  9. CCNL Cooperative socio-sanitarie T151

Conclusioni

Nonostante la pluralità di CCNL che abbiamo descritto poco sopra, risulta abbastanza evidente che la maggioranza delle imprese preferiscono applicare i Contratti Nazionali più noti e diffusi sul territorio.

Oggi più che mai la pluralità di fonti del diritto impone la necessità di fare riferimento solamente a professionisti esperti del settore, perché l'impresa è inevitabilmente coinvolta nel grande dibattito sugli interrogativi aperti della contrattazione collettiva, anche quando non sa di esserlo; una scelta sbagliata può facilmente comportare problematiche molto gravi a lungo termine.

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ccnl
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