Al di là delle specificità che ogni causa richieda, per la predisposizione di una causa di lavoro è anzitutto necessaria tutta la documentazione (se in possesso del lavoratore) inerente il rapporto: buste paga, contratto di lavoro o lettera di assunzione, eventuali variazioni contrattuali intervenute nel corso del rapporto, contestazioni disciplinari e/o provvedimenti disciplinari subiti.
A ciò si deve aggiungere il PIN dell’INPS che permette di fornire una panoramica generale del rapporto.
Tendenzialmente per ogni causa di lavoro è necessaria l’indicazione di un cospicuo numero di testimoni.
Nel processo del lavoro, la prova testimoniale ricopre quasi sempre un ruolo decisivo.
In merito si sottolineano due aspetti di fondamentale importanza:
Ogni iniziativa intrapresa per la tutela di uno o più diritti, deve essere sempre analizzata e valutata dettagliatamente, senza trascurare i riscontri concreti ed economici a cui la stessa è finalizzata.
Ecco perché non è consigliato chiudere le porte, a priori o per mere questioni di principio, a soluzioni conciliative della lite insorte. Ciò non si traduce in una mortificazione dei diritti che si intendono far valere ma in un opportuno bilanciamento tra costi e benefici anche alla luce dei rischi che ogni conflitto o giudizio porta con se.
Conciliazione che, in materia di licenziamenti, visto quanto previsto dall’ultima riforma del c.d. Jobs Act, potrebbe assumere una rilevanza ancora più centrale.