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Mobbing: 10 comportamenti che il datore di lavoro deve assolutamente evitare

Il mobbing datoriale rappresenta una forma di violenza psicologica esercitata sul posto di lavoro attraverso comportamenti ostili, ripetitivi e intenzionali che compromettono la salute psicofisica del lavoratore.

Tali condotte di mobbing sul lavoro, oltre a creare un ambiente tossico, possono esporre il datore di lavoro a responsabilità risarcitorie, con conseguenze legali ed economiche significative.
Questo articolo, diversamente da precedenti trattazioni di questo studio dedicati a come si prepara una causa per mobbing,  analizza i comportamenti più comuni che configurano il mobbing, offrendo una guida preventiva chiara per i datori di lavoro su ciò che deve essere assolutamente evitato per garantire un ambiente lavorativo sostenibile, sano e rispettoso.
Si tratta quindi di requisiti utili ai fini di una più proficua valutazione dei valori del rating ESG.

Cos’è il mobbing?

Il mobbing consiste in una serie di atti vessatori, sistematici e protratti nel tempo, volti a emarginare, umiliare o danneggiare un lavoratore.
Questi comportamenti possono provocare patologie psicologiche, come ansia, depressione o disturbi da stress, spesso documentati tramite consulenze medico-legali.
La giurisprudenza italiana riconosce il mobbing come una violazione degli obblighi di tutela della salute e della dignità del lavoratore, previsti dall’art. 2087 del Codice Civile, aprendo la strada a richieste di risarcimento danni.

I comportamenti da evitare

Per prevenire situazioni di mobbing e le relative conseguenze legali, i datori di lavoro devono astenersi dai seguenti comportamenti, selezionati tra quelli più rilevanti e frequentemente riscontrati:

  1. Discriminazione retributiva: Ritardare o negare il pagamento dello stipendio a un lavoratore, soprattutto se in modo selettivo rispetto ai colleghi, crea un senso di ingiustizia e umiliazione, configurando una forma di mobbing.
  2. Assegnazione di compiti dequalificanti: Affidare al lavoratore mansioni inferiori alle sue competenze o al suo ruolo professionale, senza giustificazioni, può lederne la dignità e il senso di appartenenza.
  3. Esclusione da opportunità: Negare sistematicamente al lavoratore accesso a promozioni, corsi di formazione o progetti rilevanti, diversamente da quanto offerto ad altri, lo marginalizza professionalmente.
  4. Critiche immotivate: Rimproverare il lavoratore senza basi oggettive, spesso in modo pubblico o umiliante, mina la sua autostima e crea un clima di ostilità.
  5. Isolamento sociale: Escludere il lavoratore da riunioni, comunicazioni aziendali o attività di gruppo lo isola, favorendo un senso di alienazione.
  6. Controllo eccessivo: Monitorare in modo oppressivo e ingiustificato le attività del lavoratore, senza analogo trattamento per gli altri, genera stress e senso di persecuzione.
  7. Minacce implicite o esplicite: Intimidire il lavoratore con riferimenti a licenziamenti, demansionamenti o altre ritorsioni crea un ambiente di paura e insicurezza.
  8. Diffamazione o calunnia: Diffondere voci false o denigratorie sul conto del lavoratore, sia tra i colleghi che in contesti professionali, ne compromette la reputazione e il benessere psicologico.
  9. Carico di lavoro insostenibile: Assegnare al lavoratore quantità di lavoro o scadenze irragionevoli, non imposte ad altri, lo espone a stress cronico e senso di inadeguatezza.
  10. Comportamenti umilianti: Deridere o ridicolizzare il lavoratore, soprattutto davanti ai colleghi, rappresenta una forma di violenza psicologica che può avere gravi ripercussioni sulla sua salute mentale.

Conseguenze legali del mobbing

I comportamenti sopra elencati, se ripetuti e protratti nel tempo, possono configurare il mobbing e portare a conseguenze legali significative.
Il lavoratore vittima di mobbing può richiedere il risarcimento dei danni morali, materiali e biologici, supportato da perizie medico-legali che documentino le patologie insorte.
Inoltre, il datore di lavoro rischia sanzioni per violazione degli obblighi di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, previsti dal Decreto Legislativo 81/2008, oltre a un danno reputazionale per l’azienda.
Esiste poi anche il rischio di mobbing non in quanto tale, ma come rischio mobbing reato.

Come prevenire il mobbing

Per evitare il rischio di richieste risarcitorie da mobbing, i datori di lavoro devono adottare buone pratiche di amministrazione del personale; in sintesi:

  • Promuovere una cultura aziendale inclusiva: Favorire un ambiente di lavoro rispettoso e collaborativo, con politiche chiare contro le discriminazioni.
  • Formare il personale: Sensibilizzare manager e dipendenti sui rischi del mobbing e sulle corrette modalità di gestione dei conflitti.
  • Creare canali di segnalazione interna: Garantire meccanismi per segnalare comportamenti inappropriati in modo anonimo e sicuro.
  • Monitorare l’ambiente lavorativo: Verificare periodicamente il clima aziendale tramite sondaggi o colloqui con i dipendenti.
  • Verificare situazioni di equità nelle politiche aziendali: Assicurare trasparenza e uniformità in retribuzioni, promozioni e assegnazione di compiti.
Su quest'ultimo punto occorre inoltre rappresentare che la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, adottata nel 2023, entrerà in vigore entro il 7 giugno 2026 con l'obiettivo di ridurre il divario retributivo di genere (in Italia 4,2% nel 2023) attraverso maggiore trasparenza e nuovi obblighi per i datori di lavoro chiedendo che gli stati membri adottino le misure necessarie per garantire che i datori di lavoro dispongano di sistemi retributivi che assicurino la parità di retribuzione per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore (art.lo 4 della direttiva).

Conclusioni

Il mobbing rappresenta una grave violazione dei diritti del lavoratore e un rischio concreto per i datori di lavoro, sia dal punto di vista legale che etico. Evitare i comportamenti elencati e adottare un approccio proattivo nella gestione delle risorse umane è fondamentale per creare un ambiente di lavoro sano e produttivo.
La prevenzione del mobbing non solo tutela i dipendenti, ma rafforza anche la reputazione e la sostenibilità dell’azienda nel lungo termine.
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