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Lista di conformità INL

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Con il D.L. 19/2024 viene istituita la c.d. "lista di conformità". Un elenco riservato a quei datori di lavoro che, a seguito di accertamento, sono risultati regolari.

Cosa è la lista di conformita' INL

Secondo l'art.lo 29 del D.L. 19/2024 comma 7 all’esito di accertamenti ispettivi in materia di lavoro e di legislazione sociale, ivi compresa la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, in caso non emergano violazioni o irregolarità, l’Ispettorato nazionale del lavoro rilascia un attestato e iscrive, previo assenso, il datore di lavoro in un apposito elenco informatico consultabile pubblicamente, tramite il sito istituzionale del medesimo Ispettorato, e denominato «Lista di conformità INL».

L'inserimento in questo elenco consente ai datori di lavoro di non essere, ma solo per un periodo di dodici mesi dalla data di iscrizione, sottoposti ad ulteriori verifiche programmate da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

Tuttavia questo potrà riguardare soltanto le materie oggetto degli accertamenti, fatte salve le verifiche in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, le eventuali richieste di intervento, nonché le attività di indagine disposte dalla Procura della Repubblica.

La precarietà funzionale della normativa

L'inserimento nella lista non è un salvacondotto assoluto. Infatti in caso di violazioni o irregolarità accertate attraverso elementi di prova successivamente acquisti dagli organi di vigilanza, l’Ispettorato nazionale del lavoro provvede alla cancellazione del datore di lavoro dalla Lista di conformità INL.

Agli organi di vigilanza è data la possibilità di cancellare il datore di lavoro dalla lista di conformità in caso di violazioni o irregolarità accertate attraverso elementi di prova successivamente acquisti.

Inoltre la previsione di conformità, prevista anche in materia di "tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" , fa salve le richieste di intervento che chiunque può effettuare.

La stretta sul settore edilizia

Nell’ambito degli appalti pubblici e privati di realizzazione dei lavori edili, prima di procedere al saldo finale dei lavori, il responsabile del progetto, negli appalti pubblici, e il committente, negli appalti privati, verificano la congruità dell’incidenza della manodopera sull’opera
complessiva.

Questa verifica è imposta nel caso di contratti pubblici secondo le modalità di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali (vedasi anche l’articolo 8, comma 10 - bis, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120).

Questa verifica sulla congruità o meno dell'incidenza della manodopera sull'opera complessiva ha una valenza rilevante nel sistema degli appalti.

Tale verifica da parte del committente e del responsabile del progetto per gli appalti pubblici allarga i profili di responsabilità di questi soggetti in caso di inadempienze e si somme all'altra fattispecie del c.d. "DURC di congruità" di cui abbiamo già fornito una nostra interpretazione.

Di fatto si vanno a duplicare i controlli sulle incongruità economiche delle prestazioni di lavoro.

Circa il DURC di congruità tuttavia non si può non ribadire che rendere destinatarie di vere e proprie "sanzioni di adeguamento" le casse edili significa elevarle a percettori di coercizione pubblica senza alcun controllo di destinazione delle risorse da parte della Corte dei Conti.

La concreta possibilità che gli ispettori si assumano la responsabilità di attestare regolarità o quanto altro

Occorre chiedersi se e fino a che punto gli ispettori di vigilanza INL, INPS ed INAIL sentiranno meritevole di assunzione la responsabilità di poter attestare la regolarità delle aziende; aziende che potranno sfoggiare il loro inserimento in un elenco ormai troppo facilmente aggredibile stante l'eccessiva proliferazione di regole che rende ormai quasi impossibile sostenere la regolarità assoluta.

Mentre da una parte i datori di lavoro potrebbero vantarsi dell'inserimento nella lista, alcuni lavoratori o rappresentanti sindacali potrebbero interpretare l'inserimento nell'elenco come una sfida e, quindi cogliere l'opportunità della risultanza per insistere ai fini di una verifica puntando il dito su aspetti specifici. In altre parole il rischio è che si possano creare più occasioni di conflitto che non di serena e pacifica convivenza tra le parti sociali.

I funzionari, dal canto loro, troveranno certamente più comodo contestare una qualunque piccola irregolarità pur di non doversi assumere responsabilità di rilievo.

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