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ENASARCO - agente di commercio e procacciatore di affari - Quale attività rende obbligatoria l'iscrizione?

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ENASARCO - Sempre più intensa l'attività di accertamento degli obblighi di assicurazione da parte della fondazione in presenza di attività di vendita di prodotti o servizi nei casi in cui potrebbero essere anche definiti attività di procacciamento di affari.

E' ormai solido ogni convincimento giuridico sul fatto che devono essere iscritti alla Fondazione Enasarco gli agenti ed i rappresentanti di commercio che operano sul territorio nazionale per conto di preponenti italiane o di preponenti straniere che abbiano sede o una qualsiasi dipendenza in Italia.

Ogni convincimento sull'obbligo contributivo a favore della fondazione viene meno quando le attività non rientrano in quelle chiaramente definibili agenti o rappresentanti di commercio e, nel corso degli anni sono stati molteplici i tentativi di ENASARCO di estendere l'obbligo di iscrizione agli agenti assicurativi o addirittura agli agenti immobiliari. Tentativi rimasti privi di riscontro da parte del legislatore.

Attualmente quindi le verifiche sono dirette soprattutto al rilevamento della rete di vendita di grandi aziende che operano sul territorio nazionale e che si prestano ad interpretazioni contrattuali che, tralasciando quanto scritto sui contratti di collaborazione, partendo da dati documentalmente rilevabili, lasciano spazi interpretativi tali da consentire alla fondazione, attraverso i suoi apparati, una estensione dell'obbligo contributivo a coloro che prestano attività periferiche di promozione o conclusione dei contratti. Si pensi agli operatori dei sistemi telefonici, energetici od altro.

La questione relativa all'obbligo di iscrizione all'ENASARCO è ormai sufficientemente nota in quanto la Fondazione opera sulla base di un consolidato contesto normativo introdotto a partire dalla legge n. 12/73 che ha proseguito il suo percorso con il Decreto Legislativo n. 509/94.

Il Regolamento delle Attività Istituzionali della Fondazione ENASARCO è stato approvato il 16/06/97, il 24/09/98, il 23/12/2003, il 19/07/2011 (G.U. 186 del 11/08/2011).

Significativi appaiono poi gli interventi di cui alla L. 689/81, della L. 638/83, della L. 48/88, della L. 662/96, e loro successive modificazioni anche in relazione ad altri aspetti conseguenti alle varie direttive comunitarie che si sono occupate della questione relativa agli agenti e rappresentanti di commercio.

E' da considerare anche che pur essendo obbligatoria, la contribuzione ENASARCO è e rimane uno strumento di previdenza integrativa rispetto ala contribuzione ordinaria o di gestione separata dovuta all'INPS.

Il particolare complesso normativo nazionale lascia spazi interpretativi nell'ambito dei quali le attività di accertamento da parte degli operatori ENASARCO riescono a trovare e selezionare a suo favore tutti quegli spunti che consentono di addebitare oneri contributivi non previsti dalle aziende e che, considerati con effetto retroattivo quinquennale,  possono risultare un imprevisto di particolare peso economico.

La differenza tra agente di commercio e procacciatore di affari

Quello che invece sta facendo sempre più vittime tra le imprese ed i loro collaboratori è l'inquadramento preteso dalla fondazione in tutte quelle attività che costituiscono il limite tra procacciamento di affari e contratto di agenzia con o senza rappresentanza commerciale.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (11558 del 30 aprile 2024), al punto 9, ha ricordato che i criteri distintivi  “sono da individuare nella continuità e stabilità dell'attività dell'agente, nella mancanza di vincolo di stabilità e nell'episodicità o occasionalità dell'attività di procacciatore di affari (cfr., fra le altre e più recenti, Cass. n. 22524/2021; Cass. n. 801/2021; Cass. 16565/2020; Cass. n. 10055/2016; Cass. n. 35740/2022” .

Insomma, quello che traspare è soprattutto il peso relativo od assoluto del rapporto, l'effettiva operatività ed il rischio assunto da parte del collaboratore. Sono poi importanti sia il vincolo che lega le parti che quanto risulta dalle scritture contabili, dalle email e dalle dichiarazioni che vengono fornite agli operatori o accertatori ENASARCO.

Questo fa si che non ci si può limitare a considerare quanto è stato sottoscritto nel contratto di collaborazione, ma anche le scritture documentali e le dichiarazioni rilasciate ai funzionari ENASARCO.

Sono sempre più numerosi quindi i casi di operatori di vari settori che sulla scia delle iniziative ENASARCO si vedono costretti a rivedere gli accordi pregressi e ad adattarli alle nuove pretese avanzate e formalizzate da parte della fondazione.

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