L'estate è appena passata e lavoratori ed imprese si interrogano sulle regole di precedenza nella future assunzioni.
Il lavoratore che ha svolto attività stagionale presso un’azienda ha il diritto di precedenza nelle attività stagionali e deve essere preferito ad altri.
Questo diritto scatta non subito, ma quando l’azienda procede ad una nuova assunzione.
I problemi da risolvere per comprendere la disciplina normativa sono più di uno.
Proviamo a penderli in considerazione con la dovuta gradualità cominciando a parlare di cosa si intende per attività stagionali.

La normativa sul diritto di precedenza prende in considerazione le attività stagionali.
Ne consegue la necessità di comprenderne i contenuti e le definizioni economico-giuridiche.
Le attività stagionali sono individuate dalla legge, ma nel caso specifico con alcune precisazioni.
In attesa della determinazione delle nuove definizioni di attività stagionali (secondo la previsione dell’art.lo 21 comma 2 del Decreto legislativo 81/2015), si può fare riferimento ai contenuti del DPR 1525 del 1963.
Di fatto questa possibilità esiste, fino a nuova normativa e con le eccezioni che dopo vedremo, nei seguenti casi:
In generale la disciplina sul lavoro a tempo determinato è riferibile all’art.lo 19 del decreto 81/2015 il quale prevede che al contratto di lavoro subordinato possa essere apposto un termine di durata non superiore a dodici mesi.
Tuttavia, ritenendo meritevole considerare che possano esservi esigenze particolari, è stata prevista, dall’art.lo 24 del decreto 81/2015, la possibilità di stipulare contratti di lavoro a termine solo se la durata della prestazione sia prevista solo per un periodo comunque non superiore ai ventiquattro mesi solo presenza di esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività od esigenze di sostituzione di altri lavoratori oppure di esigenze connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria.
Particolarmente importante è la premessa del comma 1 dell’art.lo 24 del decreto 81/2015 il quale fa salva ogni diversa disposizione dei contratti collettivi. Questo consente di poter definire una sorta di deregolamentazione della materia con delega alle organizzazioni sindacali che si potranno far carico di arricchire le regole future prevedendo quindi anche periodi inferiori ai sei mesi.
In pratica le parti si devono ricordare di inserire nel contratto di assunzione a tempo determinato, la clausola relativa al riconoscimento del diritto di precedenza.
La questione, dopo la riforma del 2015, è infatti stata affrontata dal legislatore con il riconoscimento, al lavoratore che, nell'esecuzione di uno o più contratti a tempo determinato presso la stessa azienda, ha prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi, del diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato.
Questo tipo di precedenza è limitato alle nuove assunzioni effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi, ma non può essere riferibile a mansioni diverse a quelle esattamente già espletate nel precedente rapporto di lavoro a termine.Astabilirlo è l’art. 24 del decreto 81/2015.
La normativa si è anche preoccupata di prevedere una tutela ulteriore per le lavoratrici che si sono assentate da lavoro per fruire del congedo di maternità durante il periodo di esecuzione di un contratto di lavoro a tempo determinato garantendo per queste il computo dell’anzianità nei sei mesi minimi di attività lavorativa.
In generale il lavoratore assunto a tempo determinato per lo svolgimento di attività stagionali ha un diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a tempo determinato da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attività stagionali che, tuttavia, deve essere espressamente richiamato nell'atto di assunzione e che certamente può essere esercitato, ma a condizione che il lavoratore manifesti per iscritto la propria volontà al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro od entro tre mesi nel caso di medesime attività del precedente periodo.
Il diritto di precedenza in ogni caso si estingue una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto.
