Ai sensi dell’art. 1655 c.c. l'appalto è: “il contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro”.

Chi affida un lavoro in appalto si aspetta, quindi, un risultato. Lo contraddistinguono l’organizzazione di mezzi a cura dell’appaltatore, l’assunzione del rischio, la commutatività e l’onerosità.
E' simile ma si distingue dal contratto d’opera di cui all’art. 2222 del codice civile che si distingue dall'appalto per l’assenza dell’organizzazione di beni e servizi.

Nel contratto d'opera il compenso all’esecutore è spesso determinato in funzione del tempo dedicato all'attività, nell'appalto invece, in funzione del risultato.

Gli appalti pubblici sono stati disciplinati dal D.Lgs 50/2016.

Gli appalti, in generale, richiedono attenzione per le responsabilità che possono cagionare sia in termini di sicurezza sul lavoro che in termini di mancato pagamento o addirittura assenza di DURC.

Inoltre si deve sempre considerare la possibilità che una parte possa non osservare gli accordi al punto tale da far esporre eccessivamente, sotto il profilo economico, l'altra parte.

Da ciò la necessità di avere sempre in mano un contratto contenente la specificazione dei patti e dei termini di pagamento in modo da poter verificare e dimostrare, in una eventuale successiva fase di contenzioso, la fondatezza delle rispettive ragioni.

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