Si può avere la dichiarazione del lavoratore dopo l’ispezione?

  • 3
  •  
  •  

Gli atti di accertamento del lavoro sono stati da sempre coperti da una “cortina fumogena” come se si trattasse di segreti di stato.

Dopo decenni di tentativi di oscuramento da parte delle istituzioni che, in ambito dell’ispezione del lavoro, si sono sempre opposte vantando il diritto di tutelare il lavoratore, oggi il problema appare sempre più articolato, ma al tempo stesso se ne apprezza una sempre più frequente nitidezza.

Non si comprende come possano le sedi ispettive da un lato impedire di vedere dei documenti necessari ad approntare la difesa legale della posizione ed al tempo stesso non esitare a depositare ogni documento non appena gli istituti sono chiamati in giudizio.

La questione investe quei casi in cui da un lato al datore di lavoro viene impedito l’accesso alle dichiarazioni o alle denunce del lavoratore, ma dall’altro gli stessi documenti negati vengono depositati per gli stessi fini (di parte opposta) per i quali il datore di lavoro li aveva chiesti.

dichiarazione del lavoratore

Svantaggio processuale per l’azienda

Questo comporta uno svantaggio processuale nella misura in cui la parte si trova ad imbastire un processo “alla cieca” nel corso del quale gli istituti e la DTL agiscono con arguta finezza nell’ambito di strategie processuali che possono contare su uno squilibrio processuale meritevole di rilievo e di attenzione.

Si deve sempre fare riferimento alle prassi alle quali, concretamente, ogni ufficio intende uniformarsi.

Si rilevano, infatti, casi di tendenziale e perseverante diniego.

Sembra in ogni caso sempre opportuno chiedere copia degli atti di accertamento (comprese le denunce e le dichiarazioni) per svolgere con tempestività, completezza e diligenza ogni difesa, salvo poi, in caso di diniego, insistere affinché il Giudice  disponga l’estromissione  dei documenti dei quali è stato negato l’accesso adducendo la carenza di interesse o la riservatezza del lavoratore dal fascicolo processuale.

Al riguardo, considerati anche i più recenti interventi normativi, si ritiene opportuno fornire una serie di moduli i documenti al fine di dare maggiore chiarezza alle questioni poste.

TAR del Veneto

In particolare, si segnala quanto deciso dal TAR del Veneto con la sentenza n. 31 del 2011 con cui si afferma:

È pertanto necessario che tra la domanda di accesso e l’esigenza di difendere i propri interessi giuridici vi sia un rapporto strumentale, ma questo deve essere inteso in senso ampio, cosicché deve ritenersi sufficiente che la documentazione richiesta sia un mezzo utile astrattamente idoneo alla difesa dell’interesse giuridicamente rilevante, e non è invece necessario che costituisca uno strumento di prova diretta della lesione di tale interesse (cfr. Consiglio di Stato, Sez. V, 7 settembre 2004, n. 5873; Consiglio di Stato, Sez. VI, 22 ottobre 2002, n. 5814).

Ne consegue che il Collegio ritiene di dover ordinare alla Direzione Provinciale del Lavoro di Venezia di consentire la visione e l’estrazione della documentazione che ha dato origine al verbale di ispezione, e che tuttavia ciò debba avvenire, per l’esigenza di tutelare, nella misura in cui ciò risulti compatibile con la preminenza da riconoscere al diritto di difesa in capo alla Società ricorrente, l’interesse di eventuali lavoratori dichiaranti, dopo avere provveduto alla copertura dei dati personali relativi alle generalità delle persone fisiche.

Per la compilazione delle istanze di accesso agli atti vedere modulistica.

Circolare INPS 4 del 08-01-2013TAR VENETO N 31-2011 LEGGE 241-1990


 

 

 

 

Avv. Vito Tirrito

About Avv. Vito Tirrito

Avvocato del lavoro. Tutela negli accertamenti INL-INPS-INAIL e nelle cause di lavoro.

  • 3
  •  
  •