Con il Decreto legislativo 231 del 2001 si è andati a scardinare quello che fino a tale momento veniva ritenuto principio del sistema penale secondo il quale “societas delinquere non potest”.

Infatti, seppure con un artifizio giuridico, la normativa prevede una responsabilità amministrativa derivante da reato occasionato dall’attività sociale.

Si è quindi voluto responsabilizzare la società quando soggetti inerenti la propria struttura commettano uno dei reati previsti nell’elenco di cui all’art. artt. 24 della medesima legge e dagli stessi la medesima abbia un interesse o un beneficio. Dal punto di vista soggettivo, i reati possono essere commessi o da soggetti di vertice o da loro preposti. Nei due casi è prevista una difformità di rilievo di responsabilità. Infatti nel primo caso l’ente non risponde se prova di aver adottato un efficace modello organizzativo, di aver adottato un organo di vigilanza interno dotato di poteri di controllo e vigilanza concreto ed autonomo, nonché dimostrando che il responsabile ha commesso il reato raggirando fraudolentemente il modello di prevenzione. Un onere probatorio che anche ad un occhio non esperto appare subito consistente.

Nel caso in cui il reato sia commesso da soggetto non apicale, vi sarà responsabilità aziendale, ove la commissione del reato (con vantaggio o interesse della società), sia avvenuta per omissione degli obblighi sociali di vigilanza. In tale ipotesi l’onere probatorio graverà sulla Pubblica Accusa.

È evidente che non solo si è di fronte ad un sistema complesso, ma il rischio sanzionatorio è elevato anche per le modalità di quantificazione della sanzione pecuniaria che (salvo casi particolari es. art. 12) e tassativamente stabiliti, può oscillare da circa 10.000 euro a oltre 1.500.000,00 euro, oltre a numerose sanzioni interdittive (chiusura dell’attività, sospensione o revoca delle licenze, divieto di contrattare con la P.A., ecc.) spesso più incisive di quelle monetarie.

Pertanto si rende necessaria un’attenta pianificazione ed analisi aziendale idonea a prevenire efficacemente la commissione di reati e in ogni caso, idonea a prevenire responsabilità sociali, dalle quali spesso può derivare la stessa sopravvivenza dell’azienda.

 

 

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