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Diritto del lavoro marittimo: rapporto di lavoro e licenziamento

Lo stato attuale, per quanto riguarda i licenziamenti individuali dei marittimi, porta a ritenere una sostanziale equiparazione delle regole destinate a disciplinare le cessazioni dei rapporti di lavoro del settore marittimo rispetto a quello ordinario, fatte salve le ipotesi di cui all’art.lo 343 del codice della navigazione.

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MARITTIMI – IN QUESTI I CASI SI PUÒ LICENZIARE:

  • In caso di perdita totale ovvero di innavigabilità assoluta della nave ovvero di innavigabilità per un periodo di tempo superiore ai sessanta giorni, determinate da naufragio o da altro sinistro della navigazione, nonché in caso di preda;
  • in caso di perdita della nazionalità della nave;
  • in caso di vendita giudiziale della nave;
  • in caso di morte dell’arruolato;
  • quando l’arruolato, per malattia o per lesioni, deve essere sbarcato o non può riassumere il suo posto a bordo alla partenza della nave da un porto di approdo;
  • quando l’arruolato è fatto prigioniero a bordo o mentre partecipa ad una spedizione in mare o in terra, per servizio della nave;
  • in caso di cancellazione dalle matricole, di sospensione o interdizione dai titoli professionali o dalla professione marittima dell’arruolato;
  • in caso di revoca da parte dell’esercente la potestà dei genitori o la tutela del consenso alla iscrizione nelle matricole del minore di anni diciotto;
  • quando l’arruolato deve essere sbarcato per ordine dell’autorità;
  • quando l’arruolato, fuori dei casi previsti nei numeri precedenti, non assume il proprio posto a bordo, nel termine stabilito, prima della partenza della nave dal porto di arruolamento o da un porto di approdo.

Attualmente è in vigore il nuovo contratto collettivo della nautica da riporto privato, stipulato da Asso Yacht.

Al momento non si è rinvenuta giurisprudenza significativa.

Per questo, in caso di dubbio, invitiamo a contattarci per una consulenza legale.

DIMISSIONI DEI MARITTIMI

Sull’altro fronte, quello delle dimissioni, rimane tutt’ora espressamente diversificata la disciplina delle dimissioni del lavoratore come chiarito anche dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la circolare n. 12 del 4 marzo 2016.

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