Privacy: no alla “gogna” sul lavoro

  • 14
  •  
  •  

Il Garante della Privacy (con la newsletter n.448 del 21 dicembre 2018) si è espresso in merito a una vicenda che ha visto coinvolti i dipendenti di una cooperativa, che opera nel settore della logistica.

 

Un “concorso a premi” per dipendenti

privacy lavoroI dipendenti venivano obbligati a partecipare ad una sorta di concorso a premi, non gratuito ma a pagamento. La quota di partecipazione veniva prelevata mensilmente dalla busta paga.

Venivano poi affisse sulla bacheca aziendale le valutazioni circa l’attività posta in essere settimanalmente dal dipendente: accanto alla foto, al cognome e all’iniziale del nome del dipendente appariva un emoticon (smile, se positiva la valutazione).

Oltre agli emoticon, che potevano essere sorridenti o tristi in base al giudizio della settimana, la bacheca poteva contenere eventuali diciture, sempre apposte a fianco della fotografia, del cognome e dell’iniziale del nome del dipendente, ad esempio “assenteismo”.

La valutazione negativa poteva comportare una decurtazione dallo stipendio dei dipendenti della cooperativa.

Il Garante della Privacy ha vietato all’azienda di proseguire il trattamento dei dati dei dipendenti per più ragioni.

Innanzitutto il trattamento è stato considerato illecito perché lesivo della dignità dei dipendenti, e sicuramente della riservatezza attinente alla sfera personale del lavoratore.

Il Garante nel disporre il divieto al trattamento suddetto ha altresì ricordato che “il datore di lavoro può trattare le informazioni necessarie e pertinenti per la gestione del rapporto di lavoro in base a quanto previsto dalle leggi, dai regolamenti, dai contratti collettivi e dal contratto di lavoro individuale. Tra questi rientrano senza dubbio i dati necessari ad effettuare la valutazione sul corretto adempimento della prestazione lavorativa e ad esercitare il potere disciplinare nei modi e nei limiti previsti dalla disciplina di settore. Ma non certo la sistematica messa a disposizione sulla bacheca aziendale delle valutazioni e dei rilievi disciplinari a tutti i dipendenti e ad eventuali visitatori, tutti soggetti non legittimati a conoscere questo tipo di informazioni, peraltro prima della conclusione del procedimento e in assenza di eventuali repliche degli interessati”.

 


  • 14
  •  
  •