INPS revoca DURC senza preavviso – Ecco il risarcimento INPS


Risarcimento all’impresa in caso di illegittima revoca del DURC da parte dell’ente di previdenza.
A stabilirlo è la CORTE DI CASSAZIONE con la Sentenza 25 ottobre 2018, n. 27109.


L’Inps viola le procedure del Durc e l’azienda perde gli sgravi contributivi

inps

La questione processuale riguarda il disconoscimento di sgravi contributivi legati alla mancata presentazione telematica dei DM 10 da parte dell’impresa.

L’INPS, senza attenersi alle disposizioni sulla procedura da seguire secondo il D.M. 24 ottobre 2007, era intervenuta direttamente sulla revoca del DURC.

Il datore di lavoro non aveva neppure avuto la possibilità di regolarizzare nei termini previsti dalla normativa.

Tale disposizione oggi è stata riproposta con il D.M. 30 gennaio 2015 che ne ripercorre i tratti essenziali.

La Corte di Appello di Torino aveva riformato una sentenza del Tribunale di Asti.

Aveva ritenuto che le note di rettifica con cui l’INPS aveva preteso la restituzione degli sgravi erano generiche e non motivate al punto tale da farne conoscere esattamente i termini e le causali.

La questione ha investito quindi sia il dovere di trasparenza degli atti che dei principi di buona fede e correttezza.

E’ in questo ambito di argomentazioni che la Corte di Cassazione è intervenuta con la sentenza 25 ottobre 2018 fornendo una sua visione strutturale dei rapporti tra ente gestore dei dati DURC ed impresa.

L’I.N.P.S. ha affermato la violazione e\o falsa applicazione dell’art. 1, co. 1175 e 1176 L. 296/1996, dell’art. 30 L. 843/1978 e dell’art. 44 co. 9, d.l. 269/2003, conv., con mod., in L. 326/2003 e degli artt. 1175 e 2697 c.c.

La revoca degli sgravi aveva riguardato l’assunzione di personale in mobilità effettuata nell’agosto del 2009 con conseguente pagamento di contributi in minor misura.

I contatti telefonici con l’ente avevano consentito all’impresa di comprendere le ragioni del disguido e di inviare, dopo il maggio 2009, i DM 10 di gennaio e febbraio 2008.

Riteneva quindi l’impresa di avere sanato ogni pendenza e di essere nel pieno diritto di fruire dei benefici di legge.

L’interpretazione della Corte di Cassazione è andata oltre valorizzando il dato formale.

Nessuno sgravio se non c’è il Durc

Se il DURC non c’è nessuno sgravio contributivo è dovuto.

La questione sembra essere tutta legata solo al requisito formale.

Questo l’orientamento della Suprema Corte secondo riferito all’art. 1, co. 1175 L. 296/2006 il quale prevede espressamente il possesso del documento unico di regolarità contributiva (c.d. Durc) attualmente regolato anche dal D.M. 30 gennaio 2015.

Specifica la Corte di Cassazione che la mancata segnalazione dell’irregolarità ostativa al rilascio del Durc, da parte dell’Inps, non determina l’inesigibilità delle differenze contributive rispetto agli sgravi.

stabilisce anche che non si possono rovesciare sull’ente previdenziale gli effetti dell’inosservanza di obblighi, quali sono quelli inerenti la regolarità contributiva, che fanno capo, in primis, al datore di lavoro.

Il risarcimento dei danni – questa la soluzione prospettata dalla Corte di Cassazione

La Corte è ancor più precisa quando afferma che la violazione degli obblighi procedimentali da parte dell’ente previdenziale può comportare una sua responsabilità risarcitoria.

Questo può essere considerato, per l’impedimento creato al realizzarsi della fattispecie sanante e perdita della chance di fruire degli sgravi, ove si dimostri che l’inadempimento dell’ente ha comportato causalmente un danno.

Cambia così il rapporto di dialogo con le istituzioni che da sempre i consulente del lavoro sono soliti coltivare.

Di fatto si carica sul datore di lavoro ogni rischio sull’errore nel flusso contributivo e si tollerano comportamenti non trasparenti da parte dell’ente di previdenza, lasciando margini di sfogo soltanto all’aspetto conflittuale.

Di fronte a questa crescente tendenza in ambito istituzionale sarà sempre maggiore l’esigenza di gestire il rapporto con gli istituti di previdenza non più soltanto in termini immediatamente risolutori.

Si dovrà soprattutto, dare rilievo e documentare i danni che le aziende subiscono (facciamo l’esempio di un contratto di appalto revocato o semplicemente con la trattativa non andata a buon fine per causa mancanza DURC).

I suggerimenti dello Studio Legale

Il suggerimento dello Studio è quello di considerare ogni possibilità di risarcimento del danno non a posteriori, ma fin dal momento in cui emergono le prime ragioni disattese dall’INPS e comunque non appena il durc viene ingiustamente a mancare.

Gli errori degli enti in materia di rilascio del DURC sono abbastanza frequenti e richiedono adeguate e tempestive iniziative legali.

E’ quindi opportuno contattarci non appena si verificano inspiegabili, illegittimi o non motivati blocchi dei flussi uniemens o revoche del durc non precedute dalle iniziative previste dal predetto dm 30 gennaio 2015.

Il tutto avendo la massima cura di documentare tutte le conseguenze che l’impresa sta subendo e che si stanno verificando come ad esempio una trattativa andata in fumo, una revoca dei lavori e  quanto altro derivante dalla illegittima mancanza del DURC.

Occorre anticipare fin d’ora che per procedere giudizialmente ad una azione risarcitoria nei confronti dell’Ente sarà comunque opportuna anche una perizia che quantifichi il danno subito dall’impresa sotto i vari profili (perdita di chances, danno emergente, lucro cessante ecc…).