La declinazione di finanza agevolata-industria (impresa) 4.0

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La finanza agevolata da sempre concepita come un fattore di supporto alla crescita delle aziende in difficoltà o in fase di avvio localizzate principalmente nelle aree identificate dalla unione Europea come obiettivo 1 – regioni convergenza (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia), negli ultimi anni ha assunto connotati differenti ed aspetti fino a poco tempo fa sottovalutati.

L’idea di finanza agevolata in Italia, mutuando i propri principi dalle linee guida dell’Unione Europea sta diventando uno strumento a tutto campo impiegato per indirizzare lo sviluppo economico verso quelle mete ed obiettivi strategici di sviluppo.

Lo sguardo quindi si rivolge ad una strategia politica uniforme rivolta all’innovazione nei metodi, nei processi e nelle tecnologie poste in essere dal sistema economico produttivo. La competizione si fa globale, rapida e mutevole, pertanto la strategia dell’Unione cambia pelle e si adegua alle nuove sfide. Anche in Italia l’utilizzo dei fondi strutturali inizia (finalmente) a seguire questa filosofia; non più singoli interventi, bandi o azioni di sostegno ma un sistema integrato di molteplici misure a sostegno dello sviluppo.

Il concetto di impresa 4.0

finanza agevolataIl concetto di impresa (e non industria) 4.0 passa attraverso una integrazione fra diverse misure fiscali e di finanza agevolata. Così la finanza agevolata si affranca dal vincolo delle aree degradate dove rimane comunque uno sguardo più attento e si espande a tutte le aree ed i settori con l’obbiettivo di aumentare la competitività e lo sviluppo pratico della ricerca.

Vengono quindi messe a sistema diverse misure di finanza agevolata, garanzia al credito e fiscalità di vantaggio, rese fra loro compatibili e cumulabili se finalizzate al raggiungimento di quegli obiettivi di eccellenza posti dall’Unione Europea. Nel pacchetto Industria (ma lo chiamerei Impresa) 4.0 sono inserite e compatibili le seguenti misure: Iper e Super Ammortamento, Nuova Sabatini, Fondo di Garanzia, Credito d’imposta R&S, Accordi per l’innovazione, Contratti di sviluppo, Startup e PMI innovative, Patent box, Centri di competenza ad alta specializzazione, Centri di trasferimento tecnologico, Credito d’imposta formazione.

Inoltre, già dal settennato 2014/2020 la UE ha indicato la strada di integrazione dei fondi strutturali (gestiti dalle singole nazioni) con quelli diretti – vale a dire quei fondi gestiti direttamente dalle DG ed Agenzie della Unione Europea – dove compete e concorre all’aggiudicazione del cofinanziamento (a fondo perduto fra un minimo del 40% fino al 100%) del progetto tutta la platea di Imprese europee. Si tratta di un indirizzo significativo ed un segnale molto chiaro. I progetti finanziati attraverso i fondi UE diretti che generalmente rappresentano una innovazione di metodo o produttiva, devono trovare replicabilità ed aiuto alla diffusione attraverso i fondi strutturali gestiti dai singoli paesi come l’Italia

L’evoluzione ulteriore del concetto di finanza agevolata passa attraverso la visione della stessa quale sistema integrato per sostenere le imprese liberando risorse finanziarie dove non si pensava fosse possibile intervenire, attraverso un progetto trasversale nello spazio e nel tempo.

Il portale on-line Incentivi.gov.it

Da pochi giorni è on-line il portale www.incentivi.gov.it una piattaforma unica per sfruttare al massimo gli incentivi alle imprese, che riunisce tutte le agevolazioni messe a disposizione dalla Pubblica amministrazione e valide su tutto il territorio nazionale. Si parte con 60 misure offerte da 12 amministrazioni, tra cui Unioncamere, ma l’obiettivo del Ministro dello Sviluppo Economico è estenderlo a tutte le strutture ministeriali. La banca dati è suddivisa in 15 aree tematiche: dalle start-up alle pmi, dalle camere di commercio ai datori di lavoro, dalle imprese sociali e cooperative ai confidi, ecc. e gli incentivi vanno dall’avvio di una nuova impresa agli investimenti in innovazione, dagli investimenti in macchinari al reddito di cittadinanza. Il progetto serve anche a colmare il gap tra gli incentivi stanziati e quelli effettivamente erogati (dei 105 miliardi stanziati negli ultimi 10 anni dal Mise e Ministero del Lavoro, circa il 30-40% non è stato distribuito).

Questo nuovo canale non dovrebbe escludere anche quelle azioni di sostegno gestiti ed erogati direttamente dalla Unione Europea attraverso le DG e le Agenzie (in gergo UE “cofinaziamento” – f.do perduto fra il 40% ed il 100%), ma che ai più risultano totalmente o parzialmente sconosciute. Essi rappresentano una valida alternativa e soluzione a progetti di respiro europeo o internazionale sia per le singole aziende quale ad esempio lo SME Instrument sia per aggregazioni di imprese di più paesi ed Enti di ricerca.

Il credito di imposta ricerca e sviluppo

In ultimo, in questa sede andremo ad analizzare una delle numerose misure di finanza agevolata e precisamente il credito di imposta ricerca e sviluppo.

Il credito di imposta R&S può essere posto in essere da qualsiasi tipologia di azienda con esclusione dei professionisti e degli enti pubblici. Consiste nel credito di imposta, che a seguito di un progetto di ricerca e sviluppo messo in campo dall’azienda, deriva dal 50% del valore economico delle ore lavoro applicate dal personale impiegato (ad esclusione degli impiegati e amministrativi) e della quota parte di attrezzature utilizzate nello stesso. Il credito che viene e deve essere certificato da un Ente accreditato presso il MIUR può essere utilizzato in compensazione con tutte le tipologie di imposte gravanti e dovute dall’impresa.

A titolo esemplificativo una azienda con 10 dipendenti (non amministrativi) il cui costo annuo complessivo ammonta ad € 400.000,00 considerando applicabile al progetto il 60% delle loro attività, porterebbe a credito di imposta la somma di €120.000,00 (il 50% del 60% di 400.000 euro) per ciascun anno fermo restando i valori ipotizzati. La misura è compatibile e cumulabile con Superammortamento e Iperammortamento, Nuova Sabatini, Patent Box, Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE), Incentivi agli investimenti in Start up e PMI innovative, Fondo Centrale di Garanzia. La misura è a sportello ed è valida fino al 2020 ma è stata già confermata fino al 2027.

Solo un primo esempio al quale seguiranno successivi articoli che prenderanno in esame ed approfondiranno specifici strumenti di finanza agevolata di supporto e sviluppo alle attività imprenditoriali.

 


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